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Burgio Giuseppe

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Burgio Giuseppe

Nato a Caltanissetta il 2 Gennaio del 1941, ha iniziato a dipingere a sette anni imparando da un pittore madonnaro, tale Matteo Presti, ma in seguito ha frequentato sia il liceo Artistico sia l'Accademia. Quarto di cinque figli, ha avuto una fanciullezza travagliata come tutti quelli nati durante l'ultima guerra. L'unico scopo della sua vita è stato quello di emergere, di “diventare”. Studi regolari, profitto buono, ma grande insofferenza alla “normalità”. Stupire, vivere controcorrente sono stati l'essenza del suo “essere” nel contesto della realtà in cui ha vissuto, la Sicilia. Burgio è siciliano fino al midollo, ma un siciliano in cui non ha mai voluto che attecchisse il gene arabo della fatalità, per cui quel suo vivere controcorrente ha rappresentato un'ulteriore sfida alla normalità, per dare valenza alla filosofia del suo “sentire” gli avvenimenti ed alla sua ragione di vita di “diventare.” Ma essere pittore per lui non è stato facile.

Erano gli anni in cui la politica condizionava non poco l'arte e Burgio non era, come non lo è ancora oggi un soggetto da farsi condizionare; non ha voluto accettare quelle regole ed ha preferito vivere da isolato, continuando la sua contestazione al sistema ed al suo “intendere” la pittura. Di scuola espressionista, il suo “ leggere con l'occhio di dentro” (H. Bhar), è sempre stata la chiave di lettura d'ogni situazione che voleva riportare sulla tela, ma la sua visione dei temi sociali non hanno nulla in comune con quanto “l'intellighentia” del sistema politico imperante allora dettava. Le sue opere erano di una denuncia diversa, di una vera autodenuncia verso un atteggiamento di “non reazione e compiacimento”, intriso di quel fatalismo che ha sempre combattuto. Ha fatto il pittore quindi fuori dalle gallerie e dagli spazi ufficiali per venticinque anni attendendo che girasse il vento della politica vivendo di altro nticinque anni attendendo che girasse il vento della politica vivendo di altro, quindi non condizionato dal bisogno. Ha ripreso a mostrare nel 1989, quando l'abbattimento del muro di Berlino ha dato nuova condizione alle istanze politiche liberando in un certo senso dai condizionamenti l'arte, con una mostra antologica a Caltanissetta, sua città natale, ove ha presentato opere dal 1960 al 1990, con un catalogo presentato da Vincenzo Consolo, suo amico di vecchia data, che ha fatto una lettura attenta delle opere.

 


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