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Carta Natale

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Carta Natale

Natale Carta (Messina 1800 - 1888), pittore operoso a Napoli e poi sopratutto a Roma nel giro della committenza Torlonia. Pochissime le opere di Carta rimaste in Sicilia: un'Immacolata (1866) per la Cappella dell'Opera Pia Pastore di Alcamo (Trapani), un finissimo bozzetto con le Camene che insegnano l'agricoltura a Dafni, proveniente dalla collezione di Agostino Gallo e ora nella Galleria Regionale della Sicilia di Palermo, il Ritratto di Michele Laudicina e il ritratto di giovane con toga romana, entrambi nel Museo Pepoli di Trapani, ed alcuni ritratti di Siciliani illustri, nella Biblioteca Comunale di Palermo; risulta disperso il dipinto "Una danza aerea delle Grazie" commissionatagli dal Cavaliere Pietro Vitali di Messina, che suscitò larghi consensi da parte dei critici messinesi. Nato a Messina da famiglia palermitana, Carta venne avviato alla pittura dal Padre Giuseppe, mediocre ritrattista, che su consiglio dell'erudito Agostino Gallo, dopo un breve periodo di apprendistato presso Giuseppe Patania, lo mise a bottega da Giuseppe Velasco, il più grande esponente del Neoclassicismo in Sicilia. Grazie al generoso aiuto di Giovanna del Bosco e Moncada Principessa di Paternò si trasferì a Roma, dove continuò a studiare per diversi anni con Camuccini, completando la sua formazione d'impronta decisamente accademica. Fra i suoi primi dipinti vanno ricordati la Santa Rosalia, donata dal ministro plenipotenziario del Re delle due sicilie alla chiesa di Santa Maria dell'Itria di Roma, chiesa della 'nazione siciliana' (del dipinto si conserva, nella stessa chiesa anche il bozzetto del viso della Santa), e le due tele con Atala che riceve l'estrema unzione dal padre Aubry e Atala portata al Sepolcro (dal romanzo di Chateaubriand), datate 1830, esposte alla mostra Borbonica dello stesso anno ed acquistate da Francesco I per la quadreria di Capodimonte dove tuttora si trovano, insieme a La morte di Ettore, conservata nei depositi. Nel 1834 partecipò al concorso per la cattedra di pittura della Reale Scuola di Belle Arti di Napoli, sul tema Adone che si diparte da Venere per andare a caccia, ma gli fu preferito Camillo Guerra. A Napoli ottenne, comunque, numerosi incarichi: i ritratti dei Sovrani Francesco I e Ferdinando II, il ritratto di Carlo Filangieri con la sua famiglia(già nel museo Filangieri) e le due tele per la chiesa di San Francesco di Paola, L'estasi del Beato Nicolò de' Longobardi e San Francesco di Paola riceve da un angelo lo stemma della carità. In quegli stessi anni gli venne commissionato dalla regina Maria Cristina di Sardegna un grande dipinto di soggetto storico, Edoardo di Savoia, nel 1308 all'assedio di Genova anima i capitani a lui sottomessi a difendere la Croce Bianca, finora ritenuto disperso e ritrovato anni fa da chi scrive nelle collezioni del castello di Agliè (Torino).Stabilitosi definitivamente a Roma, acquistò prestigio e notorietà nell'ambiente artistico della capitale.Nel 1839 fu eletto membro dell'Accademia di San Luca, divenendo poi professore di pittura (1848) e di disegno(1868): nelle raccolte accademiche si trova un dipinto di Carta con Adamo ed Eva quando trovano il corpo di Abele, da lui donato come prova di accettazione. Alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma è esposto, nel nuovo allestimento, il Bacco e Arianna, proveniente dal legato Ruffo di Sant'Antonio. A Roma, sotto la guida di Francesco Podesti, prese parte alla decorazione pittorica della Basilica di San Paolo fuori le Mura ricostruita dopo l'incendio del 1832, con due grandi tele della navata centrale(San Paolo che resuscita un giovane, San Paolo si dichiara cittadino romano) e alle decorazioni del distrutto Palazzo Torlonia di piazza Venezia(affreschi nella cosiddetta sala delle Donne illustri) e di villa Torlonia a Porta Pia(Mentore e Telemaco ricevuti dalla Dea Calipso).In Sant'Andrea delle Fratte, nella Cappelle dell'Apparizione, la tela con l'Immacolata, fu considerata fra le sue opere migliori. Dal suo studio romano, inviò ritratti e quadri d'altare per molte città italiane; ricordiamo fra i tanti, La Madonna dell'Itria(18599 per la chiesa della Trinità di Polistena (Reggio Calabria), recentemente distrutta da un incendioe Un Miracolo di Sant'Antonio per la chiesa di Sant'Antonio di Civitavecchia. Della sua apprezzata attività di ritrattista, si segnalano il ritratto di tre giovani in costume ciociaro(1857) nelle raccolte della Cassa Depositi e Prestiti di Roma, il ritratto di tre fanciulle già nella galleria Venturi Spada di Roma e il ritratto femminile, passato di recente sul mercato antiquario triestino.

 

Tratto dal libro di Gioacchino Barbera "Pittori dell'Ottocento a Messina" 

 


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