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D'Anna Vito

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Vito D'Anna (Palermo, 14 ottobre 1718 – Palermo, 13 ottobre 1769) è stato un pittore italiano, considerato il più raffinato e sensibile interprete del rococò palermitano e tra i maggiori pittori siciliani. Fu il padre di Alessandro D'Anna, cognato di Francesco Sozzi e genero di Olivio Sozzi. Figlio di Giuseppe D'Anna e di Rosalia Coppolino, da bambino fu affascinato dai dipinti realizzati da modesti pittori sulle carrozze commerciate dal padre.  Il 13 gennaio 1736, a diciassette anni, iniziò la propria carriera come apprendista nella bottega acese di Paolo Vasta, dove restò fino al 1744, assimilando e fecendo proprio l'uso di colori vivaci, tipico di alcune scuole barocche romane e napoletane. Tornato a Palermo entrò in rapporti con Olivio Sozzi, in quel momento il più importante pittore della città. Il 29 febbraio 1745 ne sposò la figlia Aloisia da cui, nel 1746, nacque Alessandro D'Anna. Aloisia e Vito ebbero poi altri tre figli: Olivo, Pietro e Rosalia. Dopo la nascita di Alessandro, su consiglio del suocero, si trasferì a Roma per un periodo di apprendistato presso Corrado Giaquinto, amico di Olivio Sozzi. Nel 1751, di ritorno a Palermo, dipinse gli affreschi della Chiesa di Santa Caterina, del Palazzo Benenati Ventimiglia e della Chiesa dei Tre Re. L'artista acquistò allora un ruolo di primo piano nella città, assumendo negli anni successivi un ruolo culturale dominante: le sue opere erano ormai uno status symbol del patriziato e del clero siciliano.

Nel 1756 nacque la figlia Rosalia, anche lei pittrice, allieva prima del padre e poi di Francesco Sozzi. Rosalia fu uno dei suoi modelli favoriti: l'artista la ritrasse in diverse opere. Nel 1760 dipinse a Palazzo Isnello l'Apoteosi di Palermo, l'affresco, considerato uno dei capolavori della pittura siciliana del XVIII secolo, è un'allegoria trionfale di Palermo, con al centro il nume tutelare della città. Il 31 ottobre 1765 assistette alla morte del suocero Olivio Sozzi, che cadedde da un'impalcatura mentre stavano rifinendo a tempera gli affreschi della Basilica di Santa Maria Maggiore a Ispica. Tra il 1763 e il 1765 realizzò il grande ciclo di affreschi nella chiesa del Santissimo Salvatore. Vito D'Anna era affetto da tubercolosi e le fatiche del lavoro alla cupola peggioravano il suo male. Dopo aver dipinto la Gloria degli Angeli nel lanternino, affida la prosecuzione del lavoro ai suoi allievi Vito Coppolino, Giuseppe Testa e Antonio Manno, limitandosi a dirigerli. Negli anni successivi si limiterà a produrre esclusivamente pale d'altare, angosciato dalla malattia e infelice per l'impossibilità di dipingere a fresco. Si spense a Palermo il 13 ottobre del 1769, un giorno prima del suo cinquantunesimo compleanno. Fu sepolto nella Chiesa di San Matteo al Cassaro a Palermo. Nel XIX secolo le sue spoglie vennero trasferite al cimitero di Palermo Santa Maria dei Rotoli.

tratto dal sito www.wikipedia.it


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