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Fava Clemente

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L'artista Clemente Fava Ŕ nato a Comiso (Rg) nel 1947, ma vive e lavora a Bologna. Compaesano di Fiume, Bufalino e La Cognata, ha frequentato l'ISA di Comiso e poi ha continuato gli studi presso l'Istituto di Belle Arti di Urbino, dove ha frequentato la sezione di Litografia. E' stato incaricato per l'insegnamento presso l'AA.BB. di Reggio Calabria, ma attualmente Ŕ titolare della Cattedra di tecniche dell'incisione all'AA.BB. di Bologna. Prima Mostra Personale : Galleria Sud-Sud-Est (Ragusa, ' 66). Ulteriori mostre degne di menzione : Galleria Poidomani ( Modica, ' 67), Galleria II Torcoliere(Roma, ' 69, ' 71), fl Lucemario(Caltag╠rone, '70), Galleria Margutta (Sr, ' 71), Galleria Cortevecchia (Ferrara, ' 72), II Gabbiano(Ragusa, ' 73),Galleria Giorgi(Firenze, ' 75), Galleria Flaccovio(Palermo, ' 77), Centro Artistico(Prato, '79), Ridotto Teatro Comunale( Vittoria, ' 86), Camera Commercio(Ragusa, ' 87), Centro Servizio Cult. le (Comiso,6 89), Pai. zo Mormino(Donnalucata, ' 90), Premio Urbino (Biella,' 99), XXVII Premio(Sulmona, ' 00), Bien. le dell'incisione(Mirano VE, '00), Galleria Comunale(Cattolica, ' 01),Regina di Quadri (Modica, '02). Secondo P. Nifos╠, Ŕ " artista della notte, di una luce lunare,siderale che si estranea totalmente dal quotidiano, artista della natura disabitata, desertica, prima dell'uomo, oltre l'uomo ",e per Bufalino, Ŕ " apprendista di Dio, garzone infedele che ne copia le prime sinopie....." e, per Schialvino, " Fava possiede la sua terra nel cuore. i suoi fogli : belle pagine, eleganti prospettive siderali, astratte, le " vedute " ; sono successioni di segni, sequenze di macchie, collane di orme fossili, scenari che si dispongono nello spazio con spontaneitÓ e logica, cellule materiche che si aggregano sulla lastra, colpo su colpo, botta su botta, piccoli bang in successione ritmica, in architetture arcane, quasi una metafora dell'infinito..... ". Per B. Brancato, " Le composizioni litografiche di Clemente Fava sembrano soffiate in prezioso cristallo ricco di meravigliose rifrangenze. Nessun smarrimento, nessuna particolare concessione a mode o a cose che non siano quelle dallo stesso artista tenacemente ricercate e risolte ... ". Secondo G. Di Genova, "ricorre allo scompaginamento del segno di contomo per far divenire tutto segno, cioŔ sia il dentro sia il fuori dell'immagine . Antiplastico per natura. Fava frantuma ogni forma compatta che gli capiti fra le mani e ci consegna alla fine l'immagine d'una umanitÓ corrosa da una lebbra segnica che Ŕ metafora di quella lebbra esistenziale..... ". C'Ŕ da dire che qualcosa Ŕ mutato rispetto alle precedenti opere di Clemente Fava : non pi¨ acqueforti e acquetinte, che rubano alla natura frammenti di esistenza archetipa, ma l'olio ed il pastello, mediante particolari passaggi di tono dati ai grigi ed ai mestoni, prevalgono sull'inchiostro dei neri degli anni '70.

Tratto dal sito www.galleriaroma.it


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