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Marcello Merlino

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ESPERIENZA DI UN'INCISIONE


Dover riprodurre un soggetto già esistente è sempre un po' antipatico in quanto stai copiando un’opera che è già stata fatta da qualcuno.  E’ anche un po’ imbarazzante perché metti alla prova la tua capacità di riprodurre qualcosa che è già stato fatto. . Quando poi quel qualcuno risponde al nome di  Michelangelo e quel qualcosa risponde ad un particolare architettonico della “Cappella Sforza” in Santa Maria Maggiore, diventa un’avventura più interessante.  

Comincerò  ad eseguire  questa sperimentazione usando  una tecnica artistica differente (acquaforte e acquatinta), rispetto all’opera originale(Scultura). Come sappiamo l’acquaforte, come l’acquatinta, sono delle tecniche  calcografiche,  ci dobbiamo dunque servire di una matrice che dovrà essere ricavata da una lastra di zinco (o di rame). Per  ottenere una buona  matrice bisogna partire con il preparare la lastra di zinco smussando gli angoli ed i bordi con il raschietto brunitoio(utensile adatto per incisori) e con la lima. Dopo si pulisco la superficie con la carta abrasiva finissima, il bianco di spagna e dell’alcool etilico denaturato in modo da eliminare le parti grasse presenti. Quando la lastra è completamente sgrassata la copro con uno strato di vernice coprente che può essere applicata seguendo due metodi diversi:

                -Il primo è (che è anche il più semplice) consiste nell’applicare della vernice coprente, (allo stato liquido allungata se è il caso da acquaragia), a pennello direttamente sulla superficie della lastra e facendola asciugare perfettamente.

-Il secondo metodo, più laborioso, si esegue usando la vernice dura a pezzo. Si appoggia la lastra di zinco su un apposito piano caldo (utilizzato esclusivamente dagli incisori),  su di essa si poserà la vernice a pezzo (avvolta prima in una garza a maglia media). La vernice  sciogliendosi verrà manualmente distribuita su tutta la lastra. La stessa  verrà ulteriormente uniformata con l’utilizzo di un tampone in pelle  (specifico per l’incisione). Infine si esegue l’affumicatura che si esegue sostenendo, con un supporto, la lastra a faccia in giù ed investendola con una fiamma a debita distanza passata su tutta la superficie. Questa operazione ha il compito di compattare al massimo la cera, presente nella vernice, alla lastra di zinco e ci permetterà di ottenere una ottima stesura di base sulla quale poter  lavorare. 

Dopo aver cerato la lastra, ed aver protetto  con del nastro isolante la parte di sotto ed i bordi, applico un foglio di carta carbonata rossa per far risaltare il disegno sullo sfondo nero della lastra cerata, su di essa attaccherò un foglio di carta lucida sulla quale c’è il disegno che devo riportare, ( preparato in precedenza), lo  ribalto prima di riportarlo sulla lastra, considerando che la matrice in fase di stampa darà sul foglio un effetto speculare.  Dopo aver tolto la carta lucida e la carta carbone, resteranno  le tracce del nostro disegno così provvederò a disegnargli di sopra con una punta metallica, specifica per incisione, asportando, nei tratti che ci interessano, lo strato protettivo di vernice lasciando dei solchi attraverso i quali si vede il colore del metallo sottostante. L’acido nitrico, solitamente utilizzato in percentuale del 20/100 con l’acqua, penetra nelle zone in cui è stata asportata la cera, ed incide la lastra. Dopo averla lasciata a bagno per circa 20 minuti, asporto la cera ed ottengo così la matrice pronta per stampare l’acquaforte sul foglio.  L’ effetto sarà simile a quello creato da un disegno a china.

Per verificare il primo risultato, farò una prova di stampa. Per fare questo utilizzerò un torchio orizzontale. Per stampare correttamente ho preparato un registro di stampa, che ha le stesse dimensioni del foglio da stampare, e mi serve per inquadrare perpendicolarmente la lastra da ambo i lati rispetto al foglio di stampa.  

Poggio la lastra sul piano caldo ed una volta inchiostrata, la  scarico del colore in eccesso con dei fogliettini di carta (ottenuti da pagine gialle ritagliate). Pulisco la lastra ed i bordi e la posiziono perfettamente sul registro. Il foglio prima della stampa deve essere immerso nell’acqua e poi fatto sgocciolare e posato sul registro che ospita la matrice. Infine abbasso il panno di feltro del torchio sui due fogli e la lastra e li faccio passare attraverso i rulli del torchio che li fa passare in una morbida strettoia durante la quale il foglio bagnato asporta il colore dentro i solchi della matrice generando l’opera stampata, in questo caso ottengo l’acquaforte.

La stampa che ottengo mi serve per vedere gli interventi chiaroscurali che debbo eseguire con l’acquatinta. Sulla matrice sono visibili i solchi ottenuti con dall’acquaforte. Prima di cominciare con l’acquatinta, si spruzza leggermente la lastra con una bomboletta di vernice acrilica  ad una distanza di circa 50cm in modo che la vernice arrivi ben nebulizzata sulla lastra lasciandogli un leggero tappeto di sottofondo. I primi interventi sulla lastra saranno mirati  a coprire, le parti che ci servono per ottenere le zone chiare. Nel, mio caso mi servo anche di un pennellino piccolo per ricavare le decorazioni presenti nei capitelli delle colonne. Finito questo passaggio  faccio la prima morsura, di circa 10 secondi, immergendo la lastra nell’acido che corroderà solo le parti scoperte.

L’operazione si esegue più volte in modo da creare il maggior numero di gradazioni di grigi che mi permetterà di ottenere un effetto finale sicuramente più completo per la definizione dei volumi. Dopo aver fatto tutte le morsure, comincio la pulitura della lastra servendomi dell’acquaragia e tolgo anche il nastro adesivo  proteggeva il lato di sotto. Ottenuta la matrice posso  verificare il risultato facendo una prova di stampa. Il procedimento è uguale a quello che ho descritto in precedenza; come per l’acquaforte metto la lastra sul piano caldo e metto il colore su di essa, lo distribuisco  con una spatolina di plastica ed asporto il colore in eccesso. Prima di stampare pulisco per bene la lastra nelle zone chiare ed anche nei bordi per evitare di riportare sulla carta macchie lungo i contorni del disegno. Finito la stampare  lascio il foglio  in un posto tranquillo per asciugare in quanto ancora umido. La stampa può essere effettuata anche con colori diversi oppure combinati tra di loro. Ottenuta la matrice e finito il lavoro di stampa, si osservano i risultati ottenuti, si traggono le proprie considerazioni  e si comincia a pensare alla prossima esperienza.                    

 

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