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Iris Isgrò

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Iris Isgrò nasce a San Pier Niceto (Messina) il 2 Aprile 1923. All’età di tre anni arriva a Barcellona Pozzo di Gotto dove, il papà Emilio per lavoro, si trasferisce con la famiglia. Il piccolo Iris mostra, sin dalla più tenera età, una spiccata predisposizione al disegno. Frequentata quindi, la Scuola serale di disegno - sotto i determinanti insegnamenti del maestro Salvatore Crinò – viene insignito, nel 1934, a soli undici anni di una Menzione Onorevole.
- Nel 1940 partecipa, a Roma, alla Finale Nazionale dei Ludi Juveniles dell’Arte dove consegue il diploma.
A vent’anni viene chiamato per il servizio di leva a Torino, “(…) città – come egli stesso scrive – nella quale mi salvo dai bombardamenti aerei, ma non dall’essere deportato in Germania, nella bianca e fredda Norimberga (…)”.
In questa difficile situazione, grazie alle sue capacità artistiche, viene impiegato in lavori di verniciatura in capannoni della Siemens dove sicuramente le temperature erano leggermente superiori a quelle esterne. Trova comunque il tempo e la voglia di ritrarre i luoghi in cui si trova in schizzi che, in parte invia, allegati alle lettere, alla famiglia e alla fidanzata, e in parte baratta in cambio di un tozzo di pane per la sopravvivenza.
- Liberato il 15 aprile 1945 fa ritorno, pieno di belle speranze, nella sua amata Barcellona.
Si sposa e, motivato da una forte passione , si dedica al suo lavoro di imbiancatore, restauratore e decoratore, senza però perdere mai di vista il suo grande amore: la pittura che ben presto lo porterà a rimettere piede alla scuola serale di disegno della Società Operaia U.O.M.A. ma questa volta da insegnate sempre a fianco del suo maestro Salvatore Crinò.
- Risalgono difatti ai primi anni cinquanta la sua prima Mostra Personale dal titolo Barcellona Pozzo di Gotto (1954) - in cui alcune tele lasciano già percepire il suo forte legame ad un vissuto semplice fatto di grandi valori e saperi dove gli scorci di una Barcellona desiderosa di risorgere dalle rovine della guerra completano magistralmente lo spaccato di vita del periodo – e il restauro del soffitto del salone, in occasione dei cento anni della proprietaria, di Palazzo Sfameni a Pozzo di Gotto.
- Nel 1956 gli viene affidato il restauro interno del piano superiore del Palazzo Todaro-Pirandello sempre a Pozzo di Gotto.
In questo periodo nella nascente via San Vito - di fronte all’omonima chiesa che di recente è stata privata della sua imponente torre campanaria per trasformare quella che era la storica piazza in strada – Iris, acquista un fazzoletto di terreno su cui fa costruire la sua nuova casa.
- Qualche anno dopo, nel 1963, in occasione della festa della Madonna del Carmine, durante la raccolta, porta a porta, delle offerte da parte dei padri carmelitani, Iris conosce il priore padre Carmelo Rossignolo che presolo in simpatia gli chiede di restaurare l’interno dell’omonimo Santuario che bisogna di un intervento urgente. Da ciò nasce una profonda amicizia e stima col frate che ben presto gli sarà vicino, con un breve carteggio, durante il suo soggiorno in Florida.
Conclusi, difatti, i lavori di restauro del Santuario, Iris accetta la proposta, da parte di un suo compaesano, Mr. Insana, molto combattuta e ragionata, di andare a lavorare come cartellonista ad Orlando. Non perderà anche qui occasione per dipingere. Realizza infatti il ritratto del padre, appena mancato, schizza molti paesaggi dei luoghi circostanti che, diventati tele, gli permettono di partecipare, nel 1964, al Festival dell’Arte che la stessa città di Orlando organizza.
Dopo questa parentesi di un anno e mezzo circa, rendendosi conto che la sua permanenza all’estero non può avere futuro vista la lontananza dalla sua bella e numerosa famiglia, fa rientro in Sicilia dove riprenderà la sua attività di sempre.
- Negli anni a venire parteciperà a mostre collettive locali e regionali conseguendo numerosi premi: Coppa d’Argento, per il 1966, all’Estemporanea di pittura di Termini Imerese, Medaglia d’Argento dell’Assessorato Regionale, nel 1969, al Manifesto “Canta Sicilia”, Diploma al Concorso di pittura “Città di Brivio” (Milano).
Nello stesso anno diventa “Accademico Associato” dell’Accademia Tiberina di Roma.
- Padre Carmelo Rossignolo, nell’ottobre del 1974, lo chiama per il restauro della Chiesa di Sant’Angelo Martire dei Padri Carmelitani a Licata (Agrigento), di cui adesso ne è il priore. I lavori, che durano per circa un anno, si concludono per la festa dell’omonimo Santo, restituendo così ai fedeli, in quella particolare giornata, il loro Tempio. Il Priore inoltre gli commissiona una tela che rappresenti un particolare momento della vita di San Spiritione: l’apparizione della figlia Irene. La coincidenza vuole che una figlia di Iris si chiami Irene, e sarà proprio lei a posare nella realizzazione di questa tela di considerevoli dimensioni.
- Nel 1980 consegue il I Premio come pittore dell’anno per la città di Milazzo.
In questo periodo però si allontana un po’ dai pennelli per dare spazio ad una nuova forma d’arte che comincia a delinearsi nella sua personalità. Si appassiona alla musica, da autodidatta impara a leggere le note musicali accingendosi persino a comporre e musicare testi , tutti naturalmente legati alle tradizioni della sua Barcellona, ai suoi ricordi giovanili ed alcuni anche in vernacolo. La sua casa-studio, in Via San Vito diventa sala di registrazione munita di una discreta apparecchiatura tra cui un organo che gli permette di intonare una varietà di strumenti e suoni straordinaria.
Ben presto, ripresi pennelli e tavolozza, comincia a fermare sulla tela molte delle storie che aveva precedentemente musicato. Partendo da ciò dà inizio ad una fitta produzione di tele, raffiguranti processioni, antichi mestieri, giochi di un tempo, piazze con fontane non più esistenti, il glorioso Teatro Mandanici simbolo di una città in fermento culturale. Cinquanta e più tele che vengono presentate alla città, nel 1995, in una mostra promossa dall’Amministrazione Comunale dal titolo Mostra di Tele per un Libro.
- Nel dicembre 1996 le tele diventano un libro, Tradizioni e Costumi di Barcellona Pozzo di Gotto nei ricordi di Iris Isgrò pittore barcelgottese, che viene pubblicato e presentato dall’Amministrazione Comunale della città di Barcellona Pozzo di Gotto.
- Nel giugno 1997 a Messina, il libro e le tele vengono esposte , in una Mostra curata dalla Provincia Regionale di Messina, al Palazzo dei Leoni.
- Nel 1998 viene insignito, dal Centro UNESCO Giovanile Siciliano di Messina, con l’Oscar ’98 dell’Arte, della Cultura e del Turismo.
La fine dello stesso anno vede l’artista impegnato nell’organizzazione di una retrospettiva - curata dalla Pro Loco di Barcellona Pozzo di Gotto nella persona del Presidente Prof. Gino Trapani – dedicata al suo maestro di sempre Prof. Salvatore Crinò. La mostra, che raccoglie opere della sua lunga produzione, dai tempi della scuola serale sino ai nostri giorni, evidenzia la diversità di tecniche pittoriche, di soggetti e tematiche specchio delle stagioni della vita dell’artista.
- Nel 1999 l’Accademia Artistica Culturale di Barcellona Pozzo di Gotto lo insignisce di una targa premio con la seguente motivazione: “Nella sua pittura la storia della città”.
Un anno più tardi, dopo un incessante e instancabile lavoro, presenta un nuovo volume, che vuole essere la continuazione della prima pubblicazione, in cui ad arricchire la parte scritta sono questa volta un cospicuo numero di schizzi acquerellati. Il libro, Piazze, vie, vicoli, attività di Barcellona Pozzo di Gotto. Memorie di Iris Isgrò, viene presentato alla città nel gennaio del 2000.
- Nel dicembre 2002, in seno alla sua ultima mostra dedicata al regista barcellonese Michele Stilo, presenta il suo ultimo libro, Viaggio-sogno nell’aldilà. L’autore qui, abbandonato il cliché antropologico, immagina di sognare il suo viaggio verso l’aldilà. Morendo si accinge ad incontrare i parenti, gli amici che se ne sono andati prima di lui, e al cospetto divino e dei Santi, tanti interrogativi lo assalgono: Perché di tanta malvagità nel cuore degli uomini, quanti soffrono in stato di indigenza. Dubbi e interrogativi che poi accompagnano tutta la vita di un essere umano.
- Nel 2004, all’età di ottantuno anni, dopo una vita vissuta di lavoro e di arte, viene insignito, a Palermo, del Premio Internazionale di Sicilianità “Pigna d’Argento” per le Arti Figurative.
- Nel giugno 2005, l’Istituto Superiore di Lettere, Arti, e Scienze del Mediterraneo, in seno al convegno “Le vie della pace e della solidarietà per il consolidamento del dialogo tra i popoli”, gli conferisce, nella splendida cornice di Villa Igea a Palermo, l’Oscar del Mediterraneo per le Arti figurative.
- La malattia degli ultimi anni lentamente ha eretto un argine alla sua vitalità artistica impedendole di continuare ad esprimersi come in passato e, quella energia, quella forza, quella impulsività che avevano caratterizzato la sua vita hanno ceduto alla morte sopravvenuta la notte del 23 novembre 2008.
Rimane però vivo, in chi lo ha amato e avuto modo di conosce, il ricordo di un uomo profondamente legato alla sua Barcelgotto cui - seppure non gli aveva dato i natali – egli aveva dedicato la sua ultima produzione artistica.

Note biografiche a cura di Luigi Lo Giudice

Tratto dalla pagiana facebook dedicata all'artista Iris Isgrò


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